La Psicoterapia della Gestalt 2017-04-07T07:53:11+00:00

Cos’è

La Psicoterapia                                                            della Gestalt

fritz perlsPreghiera gestaltica
“Io sono io. Tu sei tu.

Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative.

Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa.
Se ci incontreremo sarà bellissimo;
altrimenti non ci sarà stato niente da fare” (Perls, F.)

La Psicoterapia della Gestalt, è l’approccio clinico a cui faccio riferimento, generalmente tendo a integrarlo ad altri approcci psicoterapeutici appresi durante il mio percorso formativo perché sono convinta che ogni persona e ogni storia, nella sua unicità, abbia bisogno di qualcosa di assolutamente specifico e non replicabile. Infatti, in una fase iniziale di consulenza, si analizza la problematica specifica e si progetta insieme il percorso psicologico più appropriato. Gli obiettivi si costruiscono insieme, in modo da rendere la persona consapevole del percorso. 

La Psicoterapia della Gestalt si considera a pieno titolo una forma di psicoterapia umanistico-esistenziale che pone l’attenzione sulla dinamica irrefrenabile di creazione di configurazioni figura-sfondo, che rappresentano continui cicli di contatto tra l’organismo e l’ambiente che lo circonda. La concezione gestaltica dello sviluppo e del benessere psicofisico della persona si fonda principalmente sulla possibilità di riattivare le potenzialità di contatto intrapsichico e interpersonale ormai cristallizzate in un agire ripetitivo e inadeguato, derivato da un continuo processo di auto-interruzione. La psicoterapia della Gestalt è una terapia che ha come obiettivo ultimo quello di allargare il raggio di possibilità del paziente, aiutandolo a migliorare la propria qualità della vita attraverso il raggiungimento di una maggior consapevolezza che porti all’assunzione di responsabilità, quindi alla capacità di scegliere in assoluta libertà e autenticità, per poter passare, così, dal sostegno all’auto-sostegno. È un percorso che si fa insieme, psicoterapeuta e paziente, in un alternarsi di passaggi dove basta ascoltare il proprio sentire, rivivendo le esperienze passate, i ricordi, gli stati emotivi, le sensazioni corporee, affinché la persona possa far emergere liberamente tutte le proprie potenzialità, fino a quel momento, rimaste sopite o represse. L’interesse è rivolto alla persona e alla relazione piuttosto che ai singoli aspetti del suo malessere; le tecniche sono importanti ma è soprattutto fondamentale la qualità della relazione che si riesce ad instaurare e il nutrimento del contatto che ne deriva. Proprio all’interno di una relazione, basata sul confrontocondivisione, col supporto personalizzato degli strumenti della psicologia, la persona può attivare le proprie risorse per individuare le soluzioni più adeguate e funzionali. È importante, soprattutto, verificare la consapevolezza della persona rispetto ai propri pensieri, sentimenti e azioni, focalizzando l’attenzione più sul “cosa” e sul “come”, piuttosto che sul “perché” di un comportamento. La consapevolezza del come qualcosa avviene, infatti, conduce più facilmente alla possibilità di compiere un cambiamento genuino e responsabile. Questo tipo di terapia non cerca di rimuovere o interpretare i sintomi ma si limita a cercare di portarli consapevolmente alla luce, con l’obiettivo di riorganizzarli in modo da poterli conoscere e gestire meglio.

Nella Psicoterapia della Gestalt il terapeuta non assume il ruolo di “colui che fa cambiare”, piuttosto è colui che incoraggia il paziente a stare dove si trova e ad essere quello che è, lo incoraggia nel procedere in un percorso di esplorazione del sintomo, di consapevolezza, di assunzione di responsabilità volto ad eliminare i blocchi e le fissazioni che impediscono la propria autorealizzazione. Ogni terapeuta sviluppa un suo stile personale, una libertà di esprimersi e di essere creativo secondo il proprio carattere, il proprio modo di essere e di muoversi nel mondo. In questo senso occorre che ogni terapeuta abbia chiaro i propri limiti e difficoltà e le proprie risorse e potenzialità. Si esprime “in assenza di giudizio”, utilizzando metafore, fantasia, immaginazione, creando situazioni che aiutino il paziente ad esprimere ciò che prova alla persona o ad una parte di sé, seguendo con interesse dove il paziente vuole andare. 

Una caratteristica fondamentale di questo approccio consiste quindi in un metodo fondato prevalentemente sull’esperienza, sia nel comprendere i problemi del paziente che nella scoperta ed esplorazione delle possibili soluzioni. Ogni piccolo cambiamento viene vissuto in terapia come un’esperienza viva, dove la persona ha la possibilità di esplorare le soluzioni ai suoi problemi non solo attraverso comprensioni intellettuali e razionali ma anche grazie ad una comprensione di tipo fenomenologico che include emozioni ed esperienze corporee.

la psicoterapia della gestalt

La Psicoterapia della Gestalt si basa fondamentalmente sul ciclo del contatto che rappresenta un’esperienza che ogni individuo sperimenta nella vita di tutti i giorni, nell’interazione con se stesso e con il mondo che lo circonda. In Gestalt, “essere in contatto” significa avere con le persone e con il mondo un tipo di rapporto efficace, che abbia effetto sulle cose e sugli interlocutori, che sia cioè un rapporto che trasforma. è in contatto chi si rende conto, nel qui e ora, di cosa sente, sceglie cosa desidera, decide cosa fare e dopo averlo fatto verifica cosa sente:

Ciclo del contatto: cosa senti? cosa vuoi? cosa fai per averlo? come ti senti dopo averlo fatto?

“io sento la fame, penso di mangiare una mela, quindi scelgo di mangiare una mela, mangio e sento la soddisfazione di aver mangiato”.

Il ciclo del contatto o ciclo di gratificazione dei bisogni è un processo attraverso il quale la persona identifica il bisogno dominante del momento, opera delle scelte per soddisfarlo e si trova così disponibile al momento dell’emergere di un nuovo bisogno. Possiamo dire che il bisogno dominante dell’organismo, in qualunque momento, diventa la figura di primo piano, e gli altri bisogni recedono, almeno temporaneamente, nello sfondo. Il bisogno in primo piano (figura), sia esso fisiologico o psicologico, è comunque quello che preme con maggiore urgenza per il proprio appagamento. Perché la persona sia in grado di soddisfare i suoi bisogni (chiudere la gestalt) e di passare ad altre faccende (sfondo), deve poter intuire quello di cui ha bisogno e deve sapere come manipolare se stesso e il suo ambiente, dal momento che anche i bisogni puramente fisiologici possono essere appagati solo tramite l’interazione organismo-ambiente.

Di seguito le principali prospettive che costituiscono le fondamenta della psicoterapia della Gestalt che danno importanza al valore dell’“adesso”:

  1. il potere è nel presente: evidenziare l'”adesso” non vuol dire concentrarsi rigidamente sul presente escludendo passato e futuro, l’errore sta nel “comportarsi” come se si fosse realmente nel “passato” o nel “futuro” e ciò costituisce la fonte dell’inquinamento dell’esistenza;
  2. l’esperienza è ciò che più conta: i vissuti emozionali sono visti come attuali e frutto della specifica relazione in corso tra paziente e terapeuta;
  3. il terapeuta stesso è strumento di terapia: il terapeuta è soggetto attivo e indispensabile della costruzione di una relazione d’aiuto. Come terapeuta devo essere in sintonia con la persona con cui sono in contatto;
  4. la terapia non è utile solo per chi sta male: si considera superato il concetto di “cura” che viene sostituito con il termine di “crescita” personale, dunque appare chiaro come un intervento psicoterapeutico possa risultare utile a tutte le persone che vogliono avere maggiore consapevolezza di sé e una migliore qualità della vita.

Prenditi il diritto di sorprenderti” (Milan Kundera)

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